CULTURA LIBRI “BONA SFORZA D’ARAGONA” di Angela Campanella.

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Il 1494, il 2 Febbraio, nasceva a Vigevano Bona Sforza d’Aragona. Non a caso la considero uno dei personaggi più interessanti della Storia italiana ed europea. Bona è nata esattamente trecento anni dopo il grande Imperatore del Sacro Romano Impero Federico II (nato a Jesi il 26 dicembre 1194) che, attraverso il matrimonio di Costanza, figlia di Manfredi, con Pietro III d’Aragona, ne è certamente l’avo più illustre. Bona ha inciso profondamente nella complessa storia europea del XVI secolo. Il secolo, tra gli altri, di Carlo V, di Solimano il Magnifico, di Enrico VIII d’ Inghilterra, di Martin Lutero, per intenderci. Ebbene con le sue riforme, quella agraria e quella religiosa in particolare, Bona, fortemente partecipe del governo del marito Sigismondo Jagellone, riuscì ad imporre la Polonia sulla scena europea, assicurando al suo popolo equilibrio e benessere. I grandi nodi europei da sciogliere non le impedirono comunque di seguire quotidianamente, attraverso corrieri e corrispondenza, la complessa vita del Ducato di Bari, ereditato alla morte della madre Isabella Sforza d’Aragona. A dimostrazione di questo mi piace ricordare, nell’occasione, il viaggio della delegazione partita da Rutigliano per chiedere alla regina l’autorizzazione ad istituire la Fiera di san Lorenzo, grande manifestazione giunta fino ai giorni nostri. Fu infatti Bona, quale amministratrice dei beni della Basilica di San Nicola, feudataria di Rutigliano, ad autorizzarla con decreto emanato a Cracovia il 15 maggio 1543 su istanza dei cittadini di Rutigliano.
Così immagino l’incontro a Cracovia nel Secondo volume a lei dedicato:
UNA DELEGAZIONE DALL’AMATA PUGLIA
È il 15 maggio del 1543.
“Maestà, l’eccellentissimo Priore della Basilica di San Nicola porge alla vostra illustrissima persona e a quella del Sovrano vostro sposo i suoi deferenti omaggi “.
A parlare è Pellegrino De Pietro che ha preso da poco l’Arcipretura di Rutigliano lasciata da Nicolò Lamberti.
Lo accompagnano il Primicero Pietro Antonio Valenzano di Santa Maria della Colonna, alcuni maggiorenti e numerosi artigiani della comunità rutiglianese.
L’attività principale a Rutigliano è legata alla terra e in particolare all’ argilla che in essa abbonda. E ai prodotti per il commercio che sono le uve dorate e le ceramiche.
I rutiglianesi sono lavoratori e intraprendenti.
Capiscono l’importanza degli scambi commerciali per le loro attività e per il loro paese. E pensano ad una fiera. Per indire la fiera non basta, però, l’autorizzazione del priore della Basilica di San Nicola di Bari che è, per antica investitura, e come tutti i suoi predecessori a partire dal 1306, barone di Rutigliano.
Ci vuole l’autorizzazione particolare anche della Regina Bona.
Nell’anno 1541, infatti, Bernardino d’ Azzia, Conte di Noia, e suo figlio Giovan Battista avevano venduto a Bona Sforza la giurisdizione di Rutigliano con tutti i diritti.
Occorre andare a Cracovia dunque e spiegare alla regina le intenzioni.
Il priore della Basilica ha detto che la regina capirà.
Bona si fa incontro agli ospiti visibilmente commossa.
Qualunque cosa le ricordi le terre del sud riempie il suo cuore di felicità.
Chiede subito notizie dei padri della Basilica di San Nicola e della situazione politica delle sue terre.
Prima di lasciarle andare per le cantine e di consegnarle a Scialpi, il cuoco di corte pugliese, Bona apre con il vivandiere alcune casse che gli ospiti hanno consegnato quale omaggio della città alla loro signora.
Le casse sono colme di piccoli e grandi recipienti contenenti olio, vino, rosoli e dolci di mandorle e frutta.
La regina ammira inoltre le pignatte, i piatti e i numerosi soprammobili apotropaici di terra cotta che i figuli rutiglianesi hanno creato per le nozze di Sigismondo II.
Bona autorizza di suo pugno la Fiera di San Lorenzo a Rutigliano in risposta alla precisa istanza presentata personalmente dai cittadini rutiglianesi che hanno attraversano mezza Europa per giungere alla corte di Cracovia. Si tratta di una fiera notturna che durerà dal pomeriggio del 9 ininterrottamente sino al primo pomeriggio del 10 agosto. Il mercato inizierà solo al termine della processione in onore di San Lorenzo e all’alba seguirà la tradizionale rassegna del bestiame. La scelta della notte è legata al lavoro nei campi, visto che di giorno si coltiva la terra e il caldo poco si concilia con le attività mercantili.
I rutiglianesi possono lasciare con soddisfazione la corte di Cracovia con l’autorizzazione per la fiera e con le casse di regali che la regina ha voluto inviare alla sua operosa cittadina pugliese.

Le foto della lettera di Bona da Cracovia sono una gentile concessione di Carlo Longo De Bellis.

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