TURISMO INTERNAZIONALE I Paesi Bassi e i monaci irlandesi: un mondo da scoprire.

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Del   Prof Enzo Farinella

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Echternach,

Echternach, Nivelles, Walloon, Liege, Fosses, Collines de St. Bridge, sono solo alcune delle località, connesse al lavoro di  monaci irlandesi. Esse ne verano la loro memoria a partire da S. Brigid (453 – 524), famosa anche a Strasburgo e Parigi.

Le relazioni storiche tra Irlanda e Benelux risalgono al secolo VII, quando sono arrivati i primi pellegrini irlandesi. Il contributo culturale alla corte di Carlo Magno in Aachen avrà luogo due secoli dopo e solo nel XVII secolo, dopo la “Fuga dei Conti” del 1607, Lovanio, è divenuto un centro irlandese di studi religiosi, politci e accademici.

GEEL

Il Parco della Pace a Messines e monumenti eretti nelle Fiandre dedicati all’isola d’Irlanda da una parte e, dall’altra, soldati belgi che hanno trovato rifugio sul suolo irlandese durante la Prima Guerra Mondiale, hanno senz’altro rinsaldato i legami d’amicizia tra queste due nazioni.

 

In the Land of Tulips, pubblicato da Amazon, Enzo Farinella esplora il movimento monastico irlandese in Benelux dal VI al XIV secolo. 

 

  1. Colombano, fondatore di Annegray, Luxeuil e Fontaines fu un europeista ante litteram. Secondo l’influente attivista politico lussemburghese Robert Schuman, uno dei fondatori dell’UE, Colombano è il “Santo Patrono di quanti vogliono costruire un’Europa unita”, anzi “è il Padre dell’Europa moderna”.

 

In suo onore è stata lanciata di recente “The Columban Way”, 7,700 km per pellegrini e ciclisti, che ripercorrono i viaggi del Santo attraverso l’Europa, partendo dall’Irlanda e a seguire dal Galles, Cornovaglia, Bretagna, Francia, Benelux, Germania, Svizzera e Italia.

 

L’Università europea di Bruges, voluta da Robert Schuman insieme al diplomatico e filosofo spagnolo Salvador de Madariaga, vuol dar vita a culture particolari di alcune nazioni europee, come quella celtica dell’Irlanda, in un ruolo unificato all’interno dell’UE. Oggi l’Università ha adottato un orientamento socio-politico più prammatico ed i tempi sono maturi per rivisitare il patrimonio celtico dell’Europa e il ruolo che monaci irlandesi hanno avuto  storicamente nel promuovere la cultuta attraverso l’Europa per ricollegarsi di nuovo nel XXI secolo con quella visione spirituale e intellettuale e adesso anche politica  ed economica,  che vuol dare nuovo sprone all’integrazione europea.

 

I nomi di missionari irlandesi, quali S. Colombano, S. Foillan, S. Monon ed Eton, S. Lievan, i vescovi S. Wirnon e S. Plechelm e il loro diacono S. Odger, S. Fredegant e altri che hanno evangelizzato la Francia del Nord, sono rimasti popolari e venerati oggi tra gli abitanti del Benelux.

 

“Da tanto tempo gli occhi dei cattolici belgi sono stati rivolti verso l’Irlanda, con ammirazione e gratidudine. “Non è ai primi pionieri della civiltà Cristiana che il Belgio deve particolarmente la grazia, la più grande delle grazie, di appartenere a Cristo”?

Oltre 30 chiese belghe sono dedicate a Santi della vostra isola”. 

Con queste parole, il Card. Désiré-Félicien-François-Joseph Mercier rispondeva ai Vescovi irlandesi, preoccupati per le atrocità che avvenivano in Irlanda, dopo la rivoluzione del 1916.

 

Benelux e Francia sono indissolubilmente legate nel loro sviluppo religioso e culturale all’operato dei monaci irlandesi. 

Abbazie sono state fondate in luoghi isolati da sovrani merovingi e da esse si è sviluppato il processo di  Cristianizzazione nei Paesi Bassi.

Missionari irlandesi, guidati da S. Fursey, si sono sparsi da Peronne in Piccardia e Fiandre.

Gent

Da oltre 1,400 anni la città universitaria fiamminga di  venera St. Levan, Apostolo delle Fiandre e del Brabant. Con tre confratelli egli si recò a Ghent (Belgio) e Zeeland (Olanda), dove ne evangelizzò i pagani. Zeeland è la provincial più ad occidente dell’Olanda con gran parte del suo territorio sotto il livello del mare. Ghent invece, una delle più grandi e più ricche del Nord Europa sin dagli anni del Medio Evo, è situata all’incrocio dei fiumi Scheldt e Leie, in un’area adatta all’allevamento delle pecore, da cui proviene la  famosa industria cotoniera di Ghent. Anche le cittadine di Sint Lievens Esse, dove il Santo è stato martirizzato, e Sint Lievens Houtem con le torri di S. Peter e S. Bavo, dove è stato sepolto, lo venerano con grande rispetto. Ghent è nata da questi insediamenti monastici e ancora oggi onora il suo Santo fondatore con un festival di 10 giorni.

Peter Paul Rubens immortalò il martirio di S. Levan, che si può ammirare nei Musées Royaux des Beaux-Arts in Brussels

Foillan e Ultan lavorarono a Nivelle nel secolo VII, dietro invito di S. Gertrude, e i loro monasteri di Nivelle e Fosse, i “monasteri degli scoti”, non lontano da Charleroi, sono divenuti centri culturali irlandesi.

 

Geel è legata alla memoria di S. Dimna, uccisa dal padre, accecato da una morbosa passione, una tragedia che si ripete spesso nel mondo, quando l’uomo non rispetta i diritti fondamentali della donna. Geel si è distinta anche nell’ospitare nelle sue case persone con disturbi psichici di cui la Santa irlandese è la protettrice. Tali persone, accudendo a lavori sempici si sono inseriti nel tessuto sociale, tornando alla normalità.

Malines con S. Rumoldo, Antwerp con Fredegand, Echternach in Lussemburgo con Willibrord, sono altre località che vi aspettano.  

 

www.enzofarinella.com

 

 

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