LIBRI VIPJETBONELLI di Angela Campanella “Per Amore della Nostra Terra”

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Di Angela Campanella

Professoressa e scrittrice 

Santa ed io non siamo ancora così “antiche” come Orazio, Mecenate, Virgilio, e i più recenti, si fa per dire,  Gregorovius e Brandi, ma l’attenzione che abbiamo posto nel cogliere le variegate espressioni della Terra di Puglia l’ abbiamo copiata da loro. Come loro abbiamo cominciato col prendere piccole note su fogli, su qualche agendina con rubrica  che era allora il nostro smartphon.  Le nostre carrozze, quelle della Sud- Est un po’ più comode di quelle di Orazio e Virgilio… ma il paesaggio intorno, ulivi, mandorli, viti e muretti di pietra, immutato.  Era quasi un gioco, nell’andata o nel ritorno dalle rispettive scuole,  nel lento succedersi delle stagioni  e delle stazioni,  annotare di un trullo, di un ulivo contorto, di una masseria, per poi magari dimenticarsene, oppure, una volta a casa, descriverne il messaggio antico con la mitica Olivetti 22. Sono passati gli anni, ma la nostra Terra ha sempre un fascino discreto ed armonioso, parla di lavoro contadino, prezioso ed insostituibile, parla di mani artigiane capaci di costruire un’arte diversa, parla di grandi cattedrali e di piccole chiese rurali, racconta di piccoli nascosti ipogei come declama di Castelli e Palazzi imponenti che hanno sfidato i secoli. Parla di miti. E poi, quadri, sculture, altari che sembrano ricami, volti di santi incarnati nel magico lavoro dei cartapestai, musiche immortali. E ancora e ancora… tutto in una splendida natura che nel sottosuolo si fa fantasia di alabastro e nelle lame diventa profumi mediterranei. Difficile portare sulla carta odori e profumi delle erbe e dei boschi di Puglia. Noi ci abbiamo provato, anzi Giancarlo Liuzzi ha tentato l’impossibile. Nel suo capitolo “L’elogio della lentezza” descrive così accuratamente i piatti della tradizione pugliese da far “gustare” al turista frettoloso l’ineguagliabile sapore di un ragù cotto per ore ed ore con l’aggiunta di un cucchiaio di “conserva di pomodoro” asciugata al sole per ore e ore… e quelle fave lentamente sgusciate ore ed ore dalle nonne, mischiate alle cicorielle raccolte nei campi dal nonno!

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