Green Pass e turismo: come funziona in Europa

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In Italia le regole per l’uso del Green Pass sono state fissate e sono ormai note. Ma come funziona in Europa? Ormai è difficile ricordarsi che il documento nasceva, in realtà, per facilitare gli spostamenti all’interno dell’Unione Europea. Ma nelle ultime settimane il suo utilizzo è notevolmente cambiato: il suo possesso è diventato indispensabile per alcune attività, alcune delle quali fondamentali in vacanza. Anche se con alcune differenze tra Paese e Paese, come riporta ilsole24ore.com.

“I passaporti vaccinali saranno necessari per diverso tempo”

Per il momento l’estensione del Green Pass vede tra le principali eccezioni Germania e Spagna, che non hanno ancora istituito particolari limitazioni, lasciando la scelta alle singole regioni.

Le limitazioni nei Paesi Ue
La Francia, invece, è stata l’apripista del nuovo uso del Green Pass. Nelle scorse ore è scattato l’obbligo del certificato per entrare in bar e ristoranti e viaggiare in treno o aereo. La misura vale anche per i turisti.

In Austria è richiesto per entrare nei musei, mentre in Portogallo il Green Pass è necessario per soggiornare in hotel; in 60 comuni del Paese iberico, tra cui Lisbona e Porto, è necessario anche per andare al ristorante.

In tutta l’Irlanda il certificato viene richiesto per entrare in ristoranti e hotel, mentre in Olanda solo per i grandi eventi. In Grecia i ristoranti sono invece sono divisi in tre gruppi: il primo accetta solo persone vaccinate, il secondo anche i clienti con test negativo e il terzo garantisce che tutti i dipendenti sono stati vaccinati.

In Romania, il pass dà maggiori possibilià di accedere a palestre e luoghi culturali, mentre in Croazia influisce solo sul numero degli invitati ai matrimoni. La Danimarca lo applica per le partite di calcio con oltre 2mila spettatori, mentre Malta lo richiede all’ingresso per evitare la quarantena. Estonia, Lettonia e Lituania impongono la cena all’esterno, con limiti al numero dei commensali e distanziamento.

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