ITALIA TURISMO. STRESA, UN’ELEGANZA D’EPOCA di Gisella Bellantone

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STRESA, UN’ELEGANZA D’EPOCA    

 

articolo e4 foto  di Gisella Bellantone 

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Dal passo del Sempione a Baveno il passo è breve, e  alla vista del lago Verbano con le isole Borromee vien voglia di fermarsi. Il lago non ha niente da invidiare al  Lac Léman lasciato alle spalle.

 

 

La spiaggetta che lo circonda è di un delicato colore rosato, dato dalla presenza di sassolini di granito rosa di Baveno, rinomato nel mondo.

 

Ne raccolgo alcuni, quanto basta per il tempo di una partita al gioco del tris, ingegnosamente inciso  su una panchina con vista lago;

poi proseguo per Stresa: quale tappa più indicata per assaporare un’aristocratica bellezza un po’ sfiorita?

Anche qui il lago Maggiore, che ‘maggiore’ non è, offre la possibilità di una pausa distensiva, tenendo gli occhi fissi sulle sue acque cristalline: da qualsiasi prospettiva lo si voglia guardare, dall’alto dei tornanti o dal piano lungolago, all’ombra del busto pensieroso del filosofo Antonio Rosmini, la vista sarà sempre impareggiabile. Le sfumature di azzurro miste a quelle del verde sono tra le più rilassanti da vedere,  un’atmosfera di mitica bellezza conferisce grazia al paesaggio naturale, mentre effluvi di verbena e gardenia deliziano l’odorato e infondono buonumore, emanando sensuali messaggi emozionali. Tutto attorno ci attrae e persuade a restare.

 

Innumerevoli ville d’epoca protette da ombrosi parchi sfilano dinanzi ai nostri occhi come in una gara di bellezza; tuttavia qualche piccola crepa qua e là e parecchie finestre con le imposte chiuse rivelano il loro abbandono. Fino a poco tempo fa questi luoghi ora negletti erano sede privilegiata di otium lussuoso per ricchi borghesi. La bellezza ha sempre albergato qui, e non solo quella di Miss Italia, concorso le cui prime edizioni, nel secondo dopoguerra, si svolsero a Stresa. La festa di Sant’Ambrogio era l’occasione per molti milanesi di raggiungere le ridenti rive dal clima mite.

Oggi, negli stessi giorni, le strade di Stresa non brulicano di turisti, alcuni grandi hotel sulle rive del lago sono stati chiusi e i traghetti diretti alle isole Borromee, che meritano una visita a parte, salpano semivuoti!

Omnia mutant: tempus ridet, rodet brevi: i nostri maiores ci hanno sempre messo in guardia sull’inesorabilità del tempo che oggi segna le rive di questo giardino d’Italia. E, a ben vedere, Stresa rappresenta il declino dell’attuale Italia, il bel Paese di Italiani infelici, ‘lo giardino de lo imperio’, negletto e  incolto ma non del tutto sfiorito, ravvivato dalle naturali brezze lacustri, intenso  di essenze esperidate che ricordano il Sud, naturalmente fertile e incantevole, col sole dall’alba fino al tramonto. C’è nel logorio un’aura di immortalità, si percepisce la presenza delle ninfe Esperidi, che qui siedon custodi.  È dicembre ma l’aria è gradevolmente primaverile. Inforco gli occhiali da sole e mi siedo su una panchina con vista lago, colorata di rosa: quanto basta per sentirmi in paradiso: lontana dal caos della grigia capitale, posso lasciarmi rapire dai delicati suoni della natura…

Dopo una pausa rasserenante, con i pochi turisti presenti mi aggiro per le vie interne di Stresa, scoprendo  pittoreschi mercatini di Natale che espongono oggetti artigianali, frutto della tipica creatività italiana, e oggetti antichi, recuperati forse nella casa dei nonni, indizi di un Paese che ama, ma non sempre conserva, il bello storico e artistico.

Nella città che da sessant’anni accoglie lo Stresa festival,  organizzato dall’Associazione Settimane Musicali di Stresa, vengo magicamente attirata da una musichetta che, pizzicandomi i piedi, mi conduce in una piazza dove è stato allestito uno spazio-giochi per bambini. Di fronte ad esso, un gruppo di mamme ha organizzato la vendita, allo scopo di beneficenza, di una grande varietà di torte squisitissime che solleticano le narici e deliziano il palato, tra le quali spicca un capolavoro alle mele, una cui fetta mi viene gentilmente offerta in un pacchetto con tovagliolo e forchettina; accanto è presente uno stand con specialità alimentari gestito dagli alpini con il cappello dalla tipica piuma e la parannanza bianca sulla divisa.

Raggiungo il lungolago per gustarmi seduta la raffinata delizia alle mele: il gusto d’ambrosia, esaltato dal magnifico paesaggio, m’inebria a tal punto che ancor oggi rimpiango di non essere ritornata per un bis.

Proseguendo, presso un negozio mi lascio avvincere dall’aroma di verbena absoluta e in un vicino stand non resisto alla tentazione avvolgente del profumo di gardenia racchiuso in un sapone vegetale.

Stresa è il luogo del rapimento dei sensi: vista, olfatto, udito, gusto concorrono a generare benessere psico-fisico, in una commistione di ingredienti divini che possono rappresentare una ricarica di energia in vista della ripresa lavorativa. STRESA…tevi, non stressatevi!

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