ARCHEOLOGIA Turchia, a Gobekli Tepe si riscrive la storia dell’umanità: nuove scoperte attese dal sito di Karahan.

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Ing. Antonio Bonelli Presidente Centro Internazionale della Stampa Turistica  media influencer magazine www.vipjetbonelli.com 

È in parte ancora sconosciuta al grande pubblico. Ma si tratta di una delle più grandi scoperte di tutti i tempi che retrodata di centinaia di anni la storia dell’umanità. A Roma all’Istituto culturale turco “Yunus Emre”, diretto da Sevim Aktas, è stata presentata da un illustre parterre di ospiti la scoperta del sito archeologico di Gobekli Tepe nella Turchia orientale.

La prima a prendere la parola è stata la professoressa Zeynep Karahan Uslu, presidente della Fondazione Yildiz Sarayi che ha definito il sito un dono speciale: «La storia dell’umanità è segnata dai tentativi di dare un senso al mondo in cui viviamo e alla nostra esistenza. In tale tentativo, i percorsi misteriosi dell’arte e dell’archeologia spesso ci sorprendono con dei doni speciali. Uno di essi è l’ineguagliabile Gobekli Tepe, definito “il punto zero della Terra”, che ci catapulta in un viaggio indietro nella nostra storia di 12 mila anni e che si trova proprio nella mia città natale, Sanliurfa. Gobekli Tepe ci offre delle scoperte rivoluzionarie che contribuiscono a fare luce sul periodo di transizione dall’economia basata sulla raccolta e la caccia a un’economia basata sull’agricoltura e la vita sedentaria». E aggiunge: «Sanliurfa, che ospita questo gioiello, merita un’attenzione speciale anche per la sua ricchissima storia che abbraccia il periodo babilonese, l’età antica e le storie di vita di profeti come Abramo, Eliseo, Gesù e infine, la civiltà islamica. Come Fondazione Yildiz Sarayi, siamo impegnati nel rafforzare ancora di più le fondamenta dei ponti culturali tra l’Italia e la Turchia, e crediamo che come due Paesi uniti dal Mare Nostrum, ciò che ci accomuna sia molto più forte di ciò che ci separa. Speriamo con questo progetto di contribuire a conquistare i cuori, ad ascoltarci e a comprenderci meglio e a lasciarsi trasportare dalla forza vitale del dialogo interculturale».

 

Un evento culturale realizzato in occasione dell’anno di Gobekli Tepe 2019 nell’ambito del progetto “Gobekli Tepe: la storia dell’umanità si riscrive”, durante il quale è stato ricordato che gli scavi effettuati dall’archeologo tedesco, il professore Klaus Schmidt dal 1995 al 2014 hanno permesso di portare alla luce il più antico esempio di complesso templare in pietra del mondo, la cui costruzione iniziò 11.600 anni fa, ben 7.000 anni prima delle Piramidi e che getta una luce nuova sulle antiche tradizioni che hanno originato il racconto biblico della Genesi. Inserito nella lista Unesco lo scorso anno, il sito archeologico di Göbekli Tepe si trova a circa 18 chilometri dalla città di Sanliurfa, nel sud est della Turchia.

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