FIJET Congresso Egitto 2022 .EGITTO tra SOGNO e MAGIA di Cecilia Nonnis e Simonetta Columbu

 140 visite totali

Di Cecilia Nonnis   Consigliera  del  Centro Internazionale della Stampa turistica con diffusione nel media www.vipjetboneli.com nel facebook  https://m.facebook.com/vipjetbonellicistfijetitalia e alle  nazioni confederate della Fijet 
e di Simonetta Columbu 
socia CIST

Un viaggio inizia quando cominci ad immaginarlo. Certo però non si poteva neppure sognare tanta bellezza, ne’ si poteva prevedere cosa l’Egitto con la sua energia, vivacità e magia, ci avrebbe riservato.

Partiti da Roma il 9  ottobre con il gruppo Cist Italia, siamo stati accolti  al Cairo nello splendido Hotel Sonesta, nel quartiere Nasr City.

Al Sonesta si è svolto la mattina seguente il Congresso Internazionale della Stampa Turistica (Fijet), alla presenza del Ministro del Turismo Egiziano Dr. Khaled El Enani.

La nostra visita alla città è iniziata con il Museo Nazionale della Civiltà Egizia, dove oltre ai numerosi reperti appartenenti all’antico Egitto sin dagli albori della sua civiltà, si possono ammirare 22 mummie, 18 faraoni e 4 regine, traslate dal Museo Egizio nel 2021.

Ma, come sappiamo, un viaggio non è bello solo per le mete che si raggiungono, ma anche per il percorso che si compie. Nei giorni passati al Cairo, dal bus che ci portava da un luogo all’altro, abbiamo potuto infatti ammirare la città: strade, scorci, vicoli che si intersecano e vite che si uniscono. 

Gli scenari osservati sono disparati, sicuramente molto diversi da quelli a cui siamo abituati: venditori ambulanti, carri trainati da asini e cavalli, case e costruzioni spesso fatiscenti e nondimeno maestose moschee e cupole. E donne e uomini che con le loro tuniche lunghe riescono a darci un’altra visione dell’eleganza, con i loro abiti e turbanti dallo stile lineare e dai colori pastello ci insegnano che l’eleganza è semplicità. 

Le strade del Cairo sono piene di vita, sono caotiche e intrise di profonda umanità. 

Questo mi ha molto colpito, è come se si tornasse indietro nel tempo. 

Il nostro  bus, poco dopo l’imbrunire, ci ha portato a Giza, alle Piramidi e, come se tanta maestosità e bellezza non bastassero, un suggestivo spettacolo di luci e suoni hanno reso lo scenario ancora più mistico e onirico.

Anche il giorno seguente, con la luce del sole, le Piramidi ci hanno tolto il fiato. Eccole, dopo un breve tratto di deserto, così essenziali, maestose ed eleganti.

Quando ci si trova dinanzi a tanta bellezza e al mistero di tanta bellezza, non solo emerge in noi un sentimento d’incanto, ma anche di riflessione e inquietudine.

Com’è possibile che in un mondo primordiale e arcaico si costruissero tali capolavori e invece in una società evoluta come la nostra questo non avvenga. Ci si rende così conto che questo mondo frenetico ed impaziente  in cui viviamo rischia, per usare un eufemismo, di condurci ad una profonda involuzione ed impoverimento nella ricerca della bellezza e del significato. 

La visita al Museo Egizio, tra le tante meraviglie, ci ha regalato un’altra sorpresa: la maschera del giovane faraone Tutankhamon. Al suo cospetto è sorta in me un’altra riflessione che ha a che fare con il concetto della memoria, della gratitudine, dell’anima e della vita oltre la morte.  Siamo passati ad un tempo in cui la morte è diventata scabrosa e spesso rimossa per cui si svolgono dei riti frettolosi e si congedano i morti relegandoli in spazi angusti. In passato invece c’era un dialogo aperto con le persone  trascorse in quanto si ritenevano passate in un altra dimensione della vita dove tutto ricomincia, quindi non da allontanare come tramiti di paura di una vita che finisce per sempre. 

Le piramidi, i sarcofagi, le maschere, la mummificazione facevano in modo che i defunti non fossero destinati a dissolversi, ma al contrario, gli egizi davano il massimo affinché le spoglie e la memoria dei loro morti potessero durare  in eterno. 

Per questo le Piramidi che rappresentavano la nuova casa del defunto con tutto ciò a lui più caro e indispensabile per affrontare la sua nuova vita, venivano fortificate e gli accessi resi labirintici affinchè nessuno potesse profanare questi luoghi sacri. 

È l’11 ottobre e siamo appena arrivati ad Aswuan, una delle zone abitate più aride al mondo, qui inizia la nostra crociera sul Nilo che durerà 3 giorni. Visitiamo numerosi luoghi: i templi di File,  Kôm Ombo, Luxor e Karnak

Nel 1979 i templi di File sono stati inseriti nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. “File” in lingua egizia significa “l’isola del tempo”. Ciò non stupisce. L’isola, sede del sito che abbiamo raggiunto con una barchetta, ci ha profondamente emozionato: la solennità e la raffinata maestosità delle mura decorate da basso rilievi che appaiono come  tessuti finemente ricamati sono uno spettacolo indimenticabile. 

“L’isola del tempo” un tempo che non è mai trascorso e una bellezza che sembra essere eterna.  

Ma, a rendere questo viaggio speciale è stato anche tanto altro. 

Gli scenari naturalistici, i panorami, la fitta vegetazione incontaminata, la  tradizione culinaria, la musica e gli occhi pieni di passione dei nostri compagni d’avventure. 

Il viaggio in Egitto è un viaggio per sempre, un viaggio nel tempo e fuori dal tempo. 

Un tempo in cui forse vorremmo ritornare.  

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